Senza tetto né legge (Sans toit ni loi)

di Agnès Varda con Sandrine Bonnaire, Macha Méril, Stéphane Freiss - Francia – 1985 – Durata 105’

 

La vagabonda Simona Bergeron (Sandrine Bonnaire) soprannominata Monà, ex segretaria d'azienda è ritrovata in un fosso, morta assiderata. Escluse le ipotesi di suicidio e di omicidio, la polizia chiude subito l’inchiesta decretando che la ragazza è morta di stenti. Il film si snoda a partire dalle testimonianze delle persone che l’avevano conosciuta in passato e, davanti alla macchina da presa, sfilano contadini, barboni, meccanici, donne di servizio, negozianti e botaniche (Macha Méril).

Girato come un film inchiesta, è diretto in maniera fredda, scarna ed essenziale. Varda evita di proporci la desueta visione romantica ed eroica della barbona, randagia e sbandata che assurge a simbolo della libertà e ci mostra  Simona, una ragazza selvatica, ruvida ed irascibile che non riesce a mettere radici in nessun luogo, incapace di legare affettivamente con gli altri e che vive di miseria e di stenti. La sua scelta autodistruttiva si consuma fino al tragico epilogo e per tutta la durata del film nemmeno un raggio di sole sembra riscaldare il suo cuore. Ispida e spigolosa Monà non sorride, non è ironica, non è simpatica e con i suoi modi bruschi e rabbiosi finisce (quasi) per irritare lo spettatore. (Generoso) Leone d'oro alla Mostra di Venezia 1985.

 

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