Rosa Funzeca

di Aurelio Grimaldi con Ida Di Benedetto, Primo Reggiani, Ennio Fantastichini, Aldo Giuffrè - Italia – 2003- Durata 89’ – B/N

 

Dopo anni che batte il marciapiedi, Rosa Funzeca (Ida Di Benedetto) ha coronato il suo sogno; chiudere con il passato ed aprire una bancarella di fiori e di dolciumi in un popoloso mercato di Napoli. Rosa affitta un appartamento e chiede al figlio Fernando (Primo Reggiani), rinchiuso da anni in un collegio di preti, di andare a vivere con lei. Ma gli affari non vanno bene e Don Mariano (Aldo Giuffrè), un usuraio a cui lei deve ancora dei soldi, bussa alla porta. Capitone (Ennio Fantastichini), il suo l’ex protettore, la convince a non abbandonare la sua attività commerciale e a fare la prostituta solo nel weekend. Rosa non può che accettare; Fernando scopre la sua doppia vita, ne rimane sconvolto ed inizia a frequentare dei malavitosi che lo spingono a compiere dei furti. La tragedia è dietro l’angolo e si abbatte, inevitabile sui due protagonisti.

Grimaldi continua a prediligere storie di degrado e di proletari diseredati, sempre ai margini della società ed ambienta la vicenda in una Napoli lazzarona che non diventa però mai calligrafica e da cartolina. Ispirato a Mamma Rosa di Pasolini, il film è un melodramma dotato di una discreta forza visiva ed inondato da un bianco e nero ruvido ed intenso, firmato da Maurizio Calvesi. I personaggi, seppur vitali e sanguigni, finiscono, inevitabilmente, per apparire troppo prevedibili e stereotipati; la prostituta che vuole redimersi dal passato peccaminoso, il protettore perfido e cinico, l’usuraio dal cuore di pietra, il figlio che non regge la scoperta dell’infamante professione della madre e che si lascia andare a dei comportamenti fortemente autodistruttivi. Il finale, con il matricidio della madre, seppur prevedibile, lascia il segno. Colonna musicale con brani di De Andrè e di Nino D’Angelo.

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