Intervista a Renato
Carpentieri
In principio c’erano “
A rimpolpare l’esigua pattuglia di
pellicole italiane sul Risorgimento, l’attesissimo film “Noi credevamo”, diretto
da Mario Martone, talentuoso regista napoletano, e tratto dal vivido ed
appassionante romanzo di Lucia Lopresti, in arte Anna Banti, edito nel 1967.
La vicenda si snoda a partire dai moti
insurrezionali del Cilento del 1928 che videro nobili, plebei e
monarco-costituzionalisti ribellarsi ai Borboni ed poi essere rinchiusi in
carcere.
Il film si articola in quattro episodi
ed è interpretato da Toni Servillo nei panni di Giuseppe Mazzini, Luca
Zingaretti in quelli di Francesco Crispi, Luigi Lo Cascio, Anna Bonaiuto, Andrea
Renzi, Francesca Inaudi, Valerio Binasco e Luca Barbareschi.
A completare il cast d’eccezione; Renato
Carpentieri, co-protagonista del secondo episodio, che, con un pizzico d’ironia,
ci racconta la sua esperienza sul set:
“Vesto i panni di Carlo Poerio, un
patriota che fu ministro dei Borboni e si batteva per
Carpentieri non vuole sbilanciarsi sui
risvolti della trama, che ruota intorno alle speranze deluse dei tre giovani
protagonisti, ma assicura che il film è dotato di una accecante potenza visiva.
Dopo aver confidato che le scene ambientate nel carcere sono state girate nel
Castello di Bovino, in provincia di Foggia, rivela altre piccole curiosità.
“Con Lo Cascio avevo già recitato ne “Il
dolce e l’amaro”, pellicola diretta da Andrea Porporati. Con lui ho avuto un
rapporto felice anche perché Luigi è una persona molto tranquilla che non si da
arie. Edoardo Winspeare è un regista che ha accettato volentieri l’invito di
Mario di recitare e lo ha poi ringraziato per avergli permesso di viversi la
prima esperienza d’attore.” …
Stralcio dall’articolo pubblicato su Il Corriere del Mezzogiorno – 28-01-2010