Le regole del gioco (Luchy you)
di Curtis Hanson con Eric Bana, Robert Duvall, Drew Barrymore - USA – 2006 –
Durata
Huck Cheever (Eric Bana) è un ottimo
giocatore di poker; ha intuito da vendere, sa scrutare nella mente
dell’avversario, ha una fantastica memoria ma alza troppo la posta in gioco e
non appena la dea bendata gli volta le spalle, si ritrova senza il becco di un
quattrino. Suo padre è L.C. Cheever (Robert Duvalll) un leggendario campione di poker ma tra loro non corre buon
sangue.
Huck è al verde, deve racimolare a tutti
i costi la quota d'iscrizione per le “World Series of Poker”, il torneo più
prestigioso dell'anno e non si fa scrupoli di rubare a Billie (Drew Barrymore)
una simpatica ragazza i pochi spiccioli che ha
nella borsetta. La fatidica data del torneo si avvicina e, nel corso di un
faccia a faccia con il padre, Huck scopre che il suo vecchio, non era poi così
insensibile ed anaffetivo come credeva e che, nonostante le continue liti e
divergenze, aveva sempre amato la moglie, dalla quale si era separato anni
prima. Huck partecipa al torneo e, dopo aver sbaragliato gli avversari, nelle
ultimissime battute incrocia il padre. Messi da parte odio e rancore, si lascia
battere da lui, regalandogli l’ingresso in finale.
Con delle lunghissime sequenze il
regista mostra come gli incalliti
giocatori di poker, scandiscano ossessivamente la giornata a colpi di puntate e
descrive con arguzia le loro fragilità e manie scaramantiche.
Hanson gioca tutto sul contrasto tra
Huck, giocatore di poker aggressivo, spericolato e senza scrupoli, prudente,
all’opposto, nella vita ed incapace di tuffarsi nelle storie sentimentali che,
sin dalle prime scene, si muove come un animale in gabbia, corroso dall’atavico
contrasto con il padre, un uomo dal carattere ispido e ruvido con cui è
difficile confrontarsi. La vicenda non appassiona e si trascina lentamente fino
allo scontato epilogo finale ma non mancano le battute salaci sui giocatori di
poker. Huck entra nel casino ed il barista gli indica un giocatore: “Un
bel pollo grasso della Florida; è già sotto di duecentocinquantamila”. A
corto di quattrini, Huck non può che replicare:
“Solo pesci piccoli, oggi. Devo nuotare
dove si tocca:” Successivamente un tipo che frequenta i casino si avvicina
ad Huck, reduce dall’ennesima batosta e gli dice:“Sai
qual’è il tuo problema? Tu. Sei un buon giocatore, leggi i punti del tuo
avversario meglio di qualunque altro, il guaio è che sei aggressivo. Ti
rovinerai rischiando il tutto per tutto. Se vuoi commiserazione la trovi fra
coglione e cretinata sul dizionario. O lasci l’aggressività a casa o non sarai
mai all’altezza. Voglio che giochi con i miei soldi, sarai meno coinvolto se non
sono soldi tuoi e dividiamo sessanta a te e quaranta a me.” Dopo averlo
fissato attentamente per un attimo, Huck gli risponde:
“Quanto pesi? Settanta chili? E come
pensi che potrei giocare con una settantina di chili sulle spalle?” La dolce
e tenera Billie è solo una figura di sfondo e quando scopre il rancore che c’è
tra Huck e suo padre non può fare a meno di commentare:
“La mela non cade lontano dall’albero; lo
odi e ci giochi a poker”.
Stralcio da “Vero come una finzione” Springer Editore – 2010 di Matteo Balestrieri, Stefano Caracciolo, Riccardo Dalle Luche, Paolo Iazzetta, Ignazio Senatore