Quasi amici di Olivier Nakache, Eric Toledano

 

Il ricco e aristocratico Philippe (François Cluzet), paraplegico a seguito di un incidente di parapendio è ala ricerca di una persona che gli faccia da angelo custode e si prenda cura di lui. Rispondono all’appello diverse persone che vantano una decennale esperienza nel campo della riabilitazione, dei fisioterapisti esperti e navigati che, alle buone maniere, associano affidabilità,  serietà  e professionalità. Ma Philippe ha la morte nel cuore ed ha bisogno di una sferzata di vitalità e d’energia ed, a sorpresa, lascia che la sua scelta cada su Driss (Omar Sy), un ragazzo di periferia vulcanico, irruento e senza peli sulla lingua, appena uscito dalla prigione. Superate le prime difficoltà, i due diventeranno amici per la pelle e grazie a Driss, Philippe riprenderà a respirare la vita a pieni polmoni e troverà la forza di agganciare una deliziosa signora.

Pellicola “politicamente e socialmente corretta” che ha sbancato il botteghino d’Oltralpe, ispirata all'autobiografia 'Il diavolo custode' (Editrice Ponte alle Grazie) di Philippe Borgo di Pozzo. La vicenda, apparentemente banale, ruota intorno all’incontro tra due mondi; quello perfetto, asettico e luccicante del milionario Philippe e quello povero, sregolato ed anticonformista di Driss, un gigante nero che, grazie alla sua genuina spontaneità, ridarà linfa all’ormai spento e demotivato padrone.

Un film che, letto in maniera meno scolastica, vuole essere una metafora di tutti quegli handicap, (non solo fisici), che paralizzano chi si lascia inghiottire dai propri fantasmi interni e che finisce per rimanerne impigliato. I registi Olivier Nakache e Eric Toledano declinano con gusto il complesso tema dell’integrazione razziale, evitano sociologismi di maniera e lasciano che l’irresistibile Driss faccia la parte del leone. Accattivante la colonna sonora di Ludovico Einaudi.

 

 

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