Progeny

di Brian Yuzna con Arnold Vosloo, Jillian McWhirter, Lindsay Crouse, Brad Dourif - USA – 1998 – Durata 98’

 

  

Il dottor Craig Burton (Arnold Vooslo) e la moglie Sherry (Jillian McWhirter) stanno facendo l’amore quando d’improvviso sono sommersi da un’accecante luce blu. Dopo qualche tempo Sherry comunica al marito che è incinta e Craig, essendo sterile, nutre dei fondati sospetti sulla genesi di quella gravidanza. Craig e Sherry hanno dei ricordi confusi su quanto sia successo quel giorno e contattano la dottoressa Lamarche (Lindsay Crouse) che li ipnotizza. Nel corso delle sedute Craig ricorda vagamente cosa sia successo in quelle due ore di blackout; Sherry riesce, invece, a rievocare distintamente l’immagine di una creatura aliena, lattiginosa e dai mille tentacoli che l’ha trasportata in un’altra dimensione e l’ha poi fecondata. Craig è sempre più teso, nervoso ed irascibile; Sherry, è, invece, in preda a degli incubi notturni e, regredita e tremante si nasconde nell’armadio di casa, convinta che il feto ami il gelo, s’immerge per ore in una vasca dall’acqua ghiacciata. La dottoressa crede che sia una pazza visionaria e vuole ricoverarla in un reparto di psichiatria ma Craig non le da ascolto e, per spazzare via ogni dubbio, contatta Bert Clavell (Brad Dourif) un sociologo, esperto in rapimenti alieni. Sherry soffre di lancinanti dolori all’addome ed all’ecografia il feto appare deforme e dalle sembianze non umane. Craig vuole che lei abortisca ma la creatura è talmente connessa agli organi vitali che l’intervento appare molto rischioso. Craig decide di operarla ma Sherry muore e Craig non trova nessuna traccia del feto. Il film si chiude con una luce blu che illumina la cella del carcere dove Craig è recluso e lo rapisce.

In questo horror fantascientifico Yuzna tratta un tema non proprio originale (una donna che rimane incinta di una creatura aliena) e compone una pellicola che visivamente incanta e rapisce. Il fascino della pellicola risiede nel continuo oscillare tra i generi horror e fantasy ma cattura e incatena per  l’ipotesi che tutta la vicenda possa essere il prodotto della follia del dottore. Dopo aver scoperto che il feto non ha dimensioni umane la mente di Craig vacilla definitivamente s’affida a quelli di Clawell a cui chiede perché gli alieni avessero scelto proprio lui e sua moglie. Il sociologo allora gli risponde con una frase da brivido: “Si è mai chiesto cosa pensano gli animali mentre facciamo gli esperimenti su di loro?”.

 

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