Princesa
di Henrique Goldman (2001)
Fernanda (Ingrid de Sousa),
in arte Princesa, diciannovenne travestito brasiliano, arriva a Milano per
coronare il sogno di una vita; operarsi per diventare donna. Incontra Karin (Lulu
Pecorari), una maitresse che l’ospita a casa sua e l’introduce nel giro della
prostituzione. Tra i diversi clienti Princesa s’imbatte in Fabrizio (Mauro
Pirovano), un ragazzone timido ed impacciato che le chiede principalmente
ascolto e conforto ed in Gianni (Cesare Bocci), un avvocato che perde la testa,
lascia la moglie Livia (Alessandra Acciai) e va a vivere con lei. Ma Livia è
incinta, dopo anni che si era rifiutato di dare un figlio a Gianni; Princesa
comprende che il suo sogno di vita “normale” non è più realizzabile; abbandona
Gianni e, dopo aver pensato al suicidio, ritorna da Karin e riprende a fare la
vita.
Goldman traspone sullo schermo l’omonimo romanzo di Fernanda Farias de Albuquerque e Maurizio Jannelli che ispirò Fabrizio De André per la canzone Princesa ed impagina una pellicola che mescola inchiesta a melodramma ed alterna un taglio realistico a quello tipico dei fuilletton e dei fotoromanzi. Il regista non lesina le scene che mostrano il sesso mercenario tra clienti e prostitute ma il suo sguardo, seppur crudo non è né sordido, né malsano, né pruriginoso. Princesa attraverserà gli inferni del marciapiede, sognerà di poter vivere al fianco del suo Gianni ma poi precipiterà nuovamente negli abissi del Male. Goldman inserisce nella narrazione una psicologa che informa la protagonista dei rischi legati all’operazione ed all’assunzione di Androcur ma diserta lo scavo psicologico ed affida a Princesa una prevedibile storiella lacrimevole: “Da piccolo volevo giocare con le bambole e la madre lo costringeva a giocare a pallone. A scuola voleva fare la parte di una principessa in una recita ed allora mi mettevo davanti uno specchio e sognavo di essere una principessa. Gli altri bambini mi prendevano sempre in giro mi chiamavano sempre frocetto ma io me ne fregavo. Dentro di me sapevo di non essere frocio; ero una donna.”