Prigioniera di un incubo (Devil’s pond)

di Joel Vertel con Tara Reid, Kip Pardue - USA – 2003 – Durata 132’

 

Spiazzando amici e familiari, Julianne (Tara Reid) sposa Mitch (Kip Pardue) un bel ragazzo appartenente ad un ceto sociale più basso del suo. In barba alle convenzioni decidono di andare in luna di miele per tre settimane in una vecchia casa diroccata, priva di elettricità e di telefono, isolata in un bosco e posta al centro di un laghetto. I primi sette giorni sono da favola ma poi Julianne decide di voler fare un salto nella vicina cittadina per comprare giornali e qualche genere alimentare. Mitch non è dello stesso parere e, in maniera energica, la convince a rimanere con lui in quella specie di paradiso terrestre. Dopo qualche giorno Julianne ritorna alla carica ma riceve un rifiuto ancora più netto e deciso. Il clima si fa sempre più teso ed ogni suo tentativo di allontanarsi, è stroncato. Dopo essere stata incatenata e picchiata, Julianne riesce a fuggire e a liberarsi del suo persecutore.

Il titolo del film sembra far riferimento alla mente in disordine della protagonista, a degli incubi che assalgono i protagonisti. Il regista, all’opposto, predilige i toni caldi del giorno e diserta completamente le riprese notturne. Dopo aver (timidamente) fatto trapelare che alla base della rabbia di Mitch pesava la sua sfavorevole condizione sociale ed economica rispetto a quella bella mogliettina, il regista lascia intuire che Mitch era scoppiato perché non era riuscito ad elaborare il lutto per la morte del padre. Nonostante gli sforzi Mitch non ha la stoffa del cattivo ed il suo faccino biondo e pulito lo rendono poco credibile nei panni del persecutore; Julianne è una donna fin troppo ingenua e sprovveduta ed assolutamente  incapace di arginare la follia del suo maritino.

 

 

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