Il presagio (The omen)
di Richard Donner con
Gregory Peck, Lee Remick, Harvey Stephens, Billie Whitelaw, David Warner
G.B – 1976 – Durata
Kathie (Lee Remick) da alla luce un
bambino morto e suo marito Robert Thorn (Gregory Peck) un diplomatico
americano, per non infliggerle un dolore, riconosce come proprio Damien, un
maschietto nato in quel giorno da una donna morta di parto. Nominato
ambasciatore, Thorn si trasferisce con la sua famiglia da Roma a Londra dove
trascorre anni felici. Nel corso del ricevimento per il sesto compleanno del
piccolo Damien (Harvey Stephens) la governante, colta da un raptus
improvviso, s’impicca ed al suo posto è assunta la signora Baylock (Billie
Whitelaw) una donna dallo sguardo gelido e sinistro. I Thorn sono invitati
ad un matrimonio ma quando sono nei pressi della cattedrale il piccolo si
agita, strepita, strabuzza gli occhi
ed aggredisce la madre, sotto lo sguardo allibito degli invitati.
Successivamente, Damien è con la madre in uno zoo safari ma quando si
avvicina agli animali, le giraffe scappano spaventate ed i babbuini,
innervositi, assaltano la loro auto. Jennings (David Warner) un fotografo
intraprendente s’insospettisce ed indaga su quelli strani fenomeni. Un
prete, intanto, cerca con tutti i mezzi di convincere Thorn che il bambino è
il figlio del diavolo e gli predice che Damien farà di tutto perché Kathie,
nuovamente incinta, perda il bambino. Katie, sempre più convinta della
malvagità di Damien, si rivolge ad uno psichiatra che la giudica folle.
Thorn decide di andare fino in fondo alla faccenda, vola in Italia dove gli
confermano che Damien è l’Anticristo. La scia di sangue si allunga sempre
più e dopo le morti di Jennings e di Kathie, Thorn decide di uccidere il
bambino ma è ammazzato prima di compiere il delitto.
Il regista sceglie una narrazione
che non si discosta molto dagli altri film sul tema delle possessioni
demoniache e mette in scena il classico bambino dallo sguardo luciferino che
ogni qual volta compare sullo schermo trasmette angoscia, inquietudine e
turbamento. Il film procede senza scatti e l’unico passaggio veramente
raggelante è quando Thorn realizza che Damien non ha mai avuto le comuni
malattie dei bambini e non è mai stato colpito da un piccolo malanno.
Melanconica e struggente la figura di Kathie, una madre affettuosa che, per
tutto il film, cerca di scacciare dalla propria mente
la convinzione che il figlio non sia un bambino normale e che, prova,
inutilmente, a convincere lo psichiatra che consulta di non essere pazza.
Dal romanzo omonimo di David Seltzer.
Oscar a Jerry Goldsmith per la colonna sonora. La pellicola ebbe tre
sequel:: La maledizione di Damien
di Don Taylor (1978)
Conflitto finale di Graham Baker
(1981e Omen IV Presagio finale di
Jorge Montesi e Dominique Othenin- Girare (1991)
Omen il Presagio di John Moore
(2006).