Il patrigno (The
stepfather)
di
Jospeph Ruben con Terry O Quinn, Shelley Hack, Jil Schloelen, Stephen
Schellen, Charles Lanner-- USA – 1986 – Durata
Henry Morrison (Terry O’Quinn) senza battere ciglio ha massacrato selvaggiamente la moglie e la figlia perché non gli obbedivano alla lettera. Venditore di villette familiari dalla faccia pulita, ama l’ordine e la disciplina ed un anno dopo, celando dentro di sé l’orribile segreto, assume l’identità di Jerry Blake, si rifà una vita e sposa Susan (Shelley Hack), madre della sedicenne Stephanie (Jil Schloelen), una ragazza che, dopo la morte del padre, è diventata ancora più vivace, impulsiva e ribelle. Jim Olgive (Stephen Schellen) non riesce a darsi pace per la morte della sorella e prova, con tutti i mezzi, a mettersi sulle tracce di Jerry/Henry. Stephanie, intanto, inizia a sospettare del patrigno ed al dottor Boundrant (Charles Lanner), il suo psichiatra, racconta che, di tanto in tanto, quando è nello scantinato della loro villetta, farnetica da solo e dà in escandescenze. Jerry non ha nessuna intenzione di farsi visitare ed allora Boundrant, finge di voler comprare una villetta, lo incontra e gli fa un paio di domande; Jerry fiuta l’inganno e lo ammazza a bastonate. La situazione precipita e Jerry, dopo aver ucciso Jim, prova ad eliminare Susan e Stephanie. Un finale da brividi chiude la vicenda.
Thriller inquieto ed inquietante che descrive, in modo asciutto ed essenziale, la follia di un uomo, dall’apparenza tenero, docile e gentile che pianifica di vivere in una famiglia che per essere, “perfetta” deve aderire ai suoi rigidi schemi di comportamento. Quando scopre che la famiglia che aveva scelto gli resiste, vuole sfuggire al suo controllo o gli disubbidisce, l’elimina e va alla ricerca di un altro gruppo familiare. Pignolo e metodico, Jerry non lascia nulla al caso e, prima di sterminare le persone con cui vive, pianifica ogni mossa, fin nei minimi particolari; trova un nuovo lavoro in un’altra città, adocchia una vedova con figli, muta il proprio aspetto fisico ed, infine, cambia identità. Con tocco sapiente il regista non affonda nell’horror e punta più a mostrare la lucida follia del protagonista, ammantandola di un’infinita tristezza..Da riscoprire.