L’ombra oscura degli anni di piombo

 

 

Aspettavamo il suo “Pericle il nero”, trasposizione sul grande schermo del fortunato (e forse troppo sopravvalutato) romanzo di Ferrandino. Un po’ a sorpresa scopriamo, invece, che Francesco Patierno, reduce dal lusinghiero successo di “Pater familias” si appresta a girare un film ispirato ai due terroristi neri Giusva Fioravanti e Francesca Mambro. E giù le polemiche. Ad insorgere  Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione “Vittime della strage della stazione di Bologna del 1980” che si scaglia contro la realizzazione di questo progetto cinematografico, orientato, a suo dire, “alla riqualificazione di due squallide figure che hanno percorso quei tempi compiendo crimini efferati. Sorprende che regista e produttore raccontino le gesta di due terroristi pluriomicidi e a quanto sembra in modo agnostico. Sorprende che le vittime diventino una opzione senza la condanna esplicita per chi le ha causate.” In un periodo di revisionismo storico come quello attuale (vedi il film interpretato da Bruno Ganz che sta spopolando in Germania sulla figura di Hitler) c’è da stare giustamente in guardia. A gettare acqua sul fuoco è proprio il regista napoletano.

“Il progetto è nato da un’idea del produttore Claudio Bonivento che aveva ottenuto i diritti di un libro di Piero Corsini (il vice di Minoli) un volume ricco di documentazione sulle vicende oscure di quei tempi. Non amo fare polemiche, anzi rispetto chi è stato colpito da un dolore così grosso. Confesso che all’inizio, quando mi fu proposto di interessarmi a questo progetto, la mia prima reazione fu quella di un netto ed istintivo rifiuto. Poi man mano mi sono documentato sulla vicenda e ne sono rimasto affascinato e dopo due mesi ho iniziato a scrivere la sceneggiatura. Il mio film non sarà una fiction, né vuole essere una storia di fantapolitica, né una sterile ricostruzione storica di quei tempi ma vuole essere una storia emozionante. Caratterialmente ho la fortuna di non essere dominato dall’ideologia ma vai a leggere e scopri che la Mambro era rifiutata da quelli di destra perché ritenuta di “sinistra”. Adesso la Mambro è la migliore amica della Braghetti. Lo stesso Fioravanti, all’interno dell’estrema destra è una figura anomala e lui stesso non si è mai definito un “fascista”. La cosa più interessante era poi che Fioravanti era il Giusva de “La famiglia Benvenuti” la prima fiction di successo della televisione italiana. Pensa all’esposizione mediatica che ha avuto Fioravanti, sin da quando era un ragazzo. A scuola era uno studente che aveva sempre i voti più alti…La sua è davvero una storia particolare e la sua è stata, in fondo, una ribellione contro la società e la famiglia borghese.”

Patierno non è un ideologo, né vuole proporsi come uno storico che possa rileggere correttamente quei violenti e cupi “anni di piombo”. Lui ama le grandi storie, fatte di passioni che covano sotto la cenere e che deflagrano, poi impazzite, all’improvviso. (Forse) non lo dice apertamente ma lo lascia intendere tra le righe; le vicende di Fioravanti e di Mambro lo affascinano perché sono pur sempre storie di due “loser” e si sa, il cinema si nutre proprio di queste trame di confine, di questi itinerari inesplorati. Chi conosce Patierno, del resto lo sa. Il cinema che impagina da anni non è quello agiografico, catalogato o di maniera, né quello laccato e caramellato che potrebbe piacere al sistema. Nei panni di Giusva Fioravanti, Giorgio Pasotti, già fenomeno di culto e simbolo della nuova generazione di attori italiani e che si appresta ad interpretare un altro ruolo “difficile” dopo l’interessante prova in “Dopo mezzanotte” di Davide Ferrario ed il recente “Volevo solo dormirle addosso” di Eugenio Cappuccio. “Pasotti è un attore molto coraggioso e gli va di accettare i ruoli “scomodi”. E’ stato lui che dopo aver visto “Pater familias” mi ha chiamato e si è proposto di lavorare con me. Del resto, credo che non molti altri attori avrebbero avuto il coraggio di interpretare questa parte.” Nella parte di Francesca Mambro, la “velina” del film “Ricordati di me” di Muccino, Nicoletta Romanoff.  L’inizio delle riprese è previsto per il prossimo febbraio.

 

L’Articolo - Redazione napoletana del "L'Unità" - 29-10-2004

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