Passi di danza sulla lama di un rasoio
di Maurizo
Pradeaux con Susan Scott,
Robert Hoffman – It
Mentre sta scrutando con un
cannocchiale i tetti di Roma Katty (Susan Scott) s’imbatte nell’omicidio di una
donna. In quel rapido susseguirsi di immagini l’unica cosa che riesce a scorgere
è la figura di un uomo zoppo e mascherato che con un rasoio, colpisce
ripetutamente la povera vittima. Katty va al commissariato a denunciare
l’omicidio e, dopo alcune indagini, gli inquirenti accusano del delitto Alberto
(Robert Hoffman) suo marito. E mentre una serie di delitti si susseguono a
catena, i due si trasformano in detective e smascherano l’insospettabile
assassino.
Pradeaux s’ispira all’incipit de La finestra sul cortile di Hitchcock ma questa citazione non gli basta a rendere appetibile un film scondito ed arruffato. Il regista innaffia la trama con qualche innocente nudo delle protagoniste e ci mostra, in maniera prevedibile e scontata, come i testimoni dei delitti cadano sotto i colpi del sanguinario assassino. Dopo aver provato a mischiare un po’ le carte Predaux non ci risparmia il classico finale frettoloso e posticcio con il classico folle omicida paranoico ed impotente che eliminava le sue vittime perché ossessionato dalla paura dell’insuccesso e del fallimento.