Passi di danza sulla lama di un rasoio

di Maurizo Pradeaux con Susan Scott,  Robert Hoffman – Italia – 1972 - Durata 88’ – V.M 18

 

Mentre sta scrutando con un cannocchiale i tetti di Roma Katty (Susan Scott) s’imbatte nell’omicidio di una donna. In quel rapido susseguirsi di immagini l’unica cosa che riesce a scorgere è la figura di un uomo zoppo e mascherato che con un rasoio, colpisce ripetutamente la povera vittima. Katty va al commissariato a denunciare l’omicidio e, dopo alcune indagini, gli inquirenti accusano del delitto Alberto (Robert Hoffman) suo marito. E mentre una serie di delitti si susseguono a catena, i due si trasformano in detective e smascherano l’insospettabile assassino.

Pradeaux s’ispira all’incipit de La finestra sul cortile di Hitchcock ma questa citazione non gli basta a rendere appetibile un film scondito ed arruffato. Il regista innaffia la trama con qualche innocente nudo delle protagoniste e ci mostra, in maniera prevedibile e scontata, come i testimoni dei delitti cadano sotto i colpi del sanguinario assassino. Dopo aver provato a mischiare un po’ le carte Predaux  non ci risparmia il classico finale frettoloso e posticcio con il classico folle omicida paranoico ed impotente che eliminava le sue vittime perché ossessionato dalla paura dell’insuccesso e del fallimento.