
Omofobia
Il 17
maggio del 1990 l'Assemblea generale
dell'Organizzazione Mondiale della Sanita' cancellava l'omosessualita' dalla
lista delle malattie mentali. Sono passati quindici anni da
allora ma, per l’immaginario collettivo, un gay continua ad essere considerato
un soggetto affetto da una patologia mentale. Per abbattere questa ulteriore
forma di razzismo,
in
Europa, più di trenta nazioni hanno aderito all'appello di dedicare il 17 maggio
alla “Giornata Mondiale contro l’omofobia”. Tale termine
deriva dal greco (όμός = stesso e φόβος = timore, paura) e significa
letteralmente “paura nei confronti di persone dello stesso sesso” e più
precisamente si usa per indicare l’intolleranza e i sentimenti negativi che le
persone hanno nei confronti degli uomini e delle donne omosessuali. Essa deriva
dall’idea che siamo tutti eterosessuali e che è normale scegliere un partner del
sesso opposto. L’omofobia si manifesta con una battuta, con delle offese
verbali, con dei riferimenti offensivi e denigratori nei confronti di certi
comportamenti, considerati contro-natura o immorali. La religione cattolica, in
primis, e successivamente la canzone, il cinema, la letteratura, il teatro ed un
certo tipo di comicità, hanno rafforzato, nell’immaginario collettivo queste
errate convinzioni. Martin
Schulz ha dato ufficialmente l'adesione del Gruppo dei Socialisti Europei a tale
iniziativa. Per sensibilizzare l’opinione pubblica su
questo tema, “Stampa Alternativa” ha pubblicato, recentemente, un volume di
Paolo Pedoti e Giuseppe Lo Presti dal titolo: “Omofobia- Il pregiudizio
anti-omosessuale della Bibbia ai giorni nostri.” Manlio Converti è un giovane
psichiatra napoletano (lavora presso l’UOSM di Mugnano di Napoli 2) e da anni, è
impegnato in questa battaglia. Recentemente ha inviato a Romano Prodi delle sue
proposte sul tema dell’omofobia ed il “professore” le ha prontamente pubblicate
sul suo sito “La fabbrica delle idee”, nella Sezione Contributi ed alla voce
“Pari Opportunità”. Perché si è rivolto a Romano Prodi per un tema come
quello dell’omofobia? “La richiesta che ho rivolto a Romano Prodi non era
a titolo personale ma a nome del costituendo Coordinamento Campano GBLT (Gay-
Bisexual- Lesbian- Transgender) coordinamento già presente in tutt’Italia e nel
mondo. L’omofobia è stata già inserita nella Costituzione del Sud Africa e
considerata una forma di razzismo. Molti paesi occidentali come la Francia e l’Inghilterra si
stanno attrezzando per legiferare in questa direzione, mentre l’Olanda e la Svezia l’hanno già fatto. In
Italia, purtroppo, la macchina legislativa non è stata ancora messa in moto.
L’unica eccezione la
Regione Toscana che ha mosso degli importanti passi contro
l’omofobia. Ma nelle altre Regioni “rosse” tutto è ancora bloccato. La speranza
è che Prodi, in qualità di coordinatore della sinistra italiana, possa farsi
carico di promuovere una legge in tal senso e faccia approvare, presso il
Parlamento, il 17 maggio, come data ufficiale della Giornata italiana contro
l'omofobia. Siamo certi che Grillini, presidente onorario dell’Arci-gay siede in
Parlamento come deputato dei D.S ci darà una mano in questa direzione.”
Perché secondo lei
tanta denigrazione nei confronti dei gay? “Da secoli l’omosessuale è
stato sempre discriminato ed inviso alla religione cattolica, ai Mormoni, ai
Testimoni di Geova e a tutti i borghesi benpensanti e bigotti. A proposito, sa
perché ci chiamano finocchi? Durante la caccia alle streghe le nostre pire erano
coperte di finocchi affinché i nostri corpi bruciassero più lentamente. E sa
perché il nostro simbolo è un triangolo rosa? Perché nei campi di concentramento
durante l'olocausto centinaia di migliaia di omosessuali avevano questo simbolo
appuntato sul petto. Per secoli ci hanno accusato di voler distruggere la
società con le nostre richieste di matrimoni civili. E che dire dell’efferata
campagna denigratoria contro di noi dei cosiddetti Papa boys? E come non
allarmarsi per i segnali poco confortanti che ci arrivano dal nuovo Pontefice?
Nella sua professione essere dichiaratamente gay le ha creato dei disagi?
“La mia esperienza diretta come psichiatra mi permette di avere chiaro il
problema dell’omosessualità e di vederla non come una malattia, ma come una
variante della sessualità umana. In base alla mia esperienza clinica, posso
anche affermare che dietro un incoercibile ostilità contro l’omosessualità, si
celano spesso conflitti non risolti con la propria sessualità. Certo fa
male leggere ancora oggi degli articoli “scientifici”, scritti da colleghi
psichiatri e da psicoanalisti che, in barba alla decisione dell’OMS di quindici
ani fa, trattano, di fatto, ancora oggi, l’omosessualità come una malattia
mentale. Non compaiono, certo, più articoli che suggeriscono come cura per i
gay, il trapianto dei testicoli o gli elettroshock ma il clima culturale che si
respira intorno a questo tema, resta ancora pesante A riguardo, il mensile gay
italiano “Pride”, nel suo numero di maggio, pubblica una lunga inchiesta sui
presunti "guaritori" di questa “malattia” e ci ricorda come dalle stazioni di
Radio Maria si levano, costantemente, dei consigli e dei suggerimenti ai
familiari di genitori gay per curare i loro figli malati ed infelici.
L’Articolo - Redazione
napoletana del "L'Unità" - 15-05-2005
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