Mozzarella stories
Che ci sia dietro il tocco di Emir Kustirica, produttore del film, agli umani non è dato sapere ma, di certo, il casertano Eduardo De Angelis, all’esordio dietro la macchina da presa, mostra di possedere un tocco alquanto insolito ed originale. Il film narra di un malavitoso Ciccio DOP, proprietario di un caseificio che produce mozzarelle di bufala, costretto a fare i conti con un gruppo di cinesi che gli fa concorrenza mettendo sul mercato una mozzarella, buona quanto la sua, ma che costa la metà. Dopo una serie di colpi di scena sarà Sofia (Luisa Rinaldi), la figlia di Ciccio DOP a gestire l’azienda, spalleggiata dal fido ragioniere (Andrea Renzi).
Un plauso al talentuoso regista che, con uno stile molto personale, di taglio realistico, e delle deliziose e convincenti incursioni nel grottesco, ha messo in campo un’umanità sofferta e variegata; personaggi senza scrupoli che rincorrono solo il denaro ed il potere, inguaribili romantici (Gigino a’ purpetta (Giovanni Esposito) ed Angelo Tatangelo (Massimiliano Gallo), cantante neomelodico, marito di Sofia, entrambi innamorati della monumentale e giunonica Autilia “Jazz Mood” e Dudo, ex campione di pallanuoto, imploso in se stesso e divorato da un cocente rimorso che lo porterà a scegliere di adottare il mutismo più assoluto. Un film che fotografa alla perfezione le lotte intestine all’interno dei clan camorristici e che dimostra ancora una volta come ci siano delle terre, come quelle del profondo Sud, che germinano e pullulano di storie e che finiscono, inevitabilmente, per produrre ispirati cantastorie.
Recensione pubblicata su Segno Cinema – N. 177 - 2012