La mia mamma suona il rock

 

C’era una volta la comicità toscana (Nuti, Benigni, Pieraccioni, Panariello…) che rivaleggiava a distanza con quella romana e napoletana. Bei tempi quelli. Poi il “cinepanettonismo” ha messo d’accordo tutti ed è diventata prassi ospitare, per “par condicio, nelle italiche pellicole un “comico” di ogni regione. Dopo aver raggiunto la notorietà come spalla di Pieraccioni, lo stralunato Massimo Ceccherini si rimette in pista, a dieci anni di distanza dalla sua ultima regia. La trama? Due famosi stilisti omosessuali Cristiano (siciliano) e Franco (romano) sono ormai in crisi.  Cristiano, infatti, non riesce a darsi pace perché non può avere un bambino. Dopo aver adottato un camaleonte ed un cagnolino, rivolgerà la proprie attenzioni su Massimo, rockettaro da quattro soldi, e credendolo un neonato, si prenderà amorevolmente cura di lui. Con questa insulsa vicenda Ceccherini mette a dura prova la “sospensione dell’incredulità” di coleridgeirana memoria ed impagina una vicenda che non solo non sta in piedi ma che non strappa neppure un sorriso. Passi per Cristina Del Balzo, con tanto di parruccona bionda e per il cameo di Valeria Marini ma le spalle a cui s’affida  (Antonio Fiorillo e Lallo Circosta) allargano ancora di più la frittata. Dove sono finiti quei geni della risata che, risvegliando il nostro Io infantile, con tocco amaro, ironico e grottesco, sottolineando l’assurdità del mondo, ci  rivelavano qualcosa di nascosto? Massimo Troisi, ci manchi.

 

 

Recensione pubblicata su Segno Cinema N 183 sett-2013

 

Torna alla Homepage »