Il mercante di Venezia” di Michael Radford – 2005
Il cinema, fin dalle sue
origini, è stato attratto dal fascino irresistibile delle opere di William
Shakespeare. Georges Melies, nel 1901, propose una sua personale rivisitazione
de “Il mercante di Venezia” e nel 1907 quella dell’Amleto. Ed anche se è
opinione diffusa che Laurence Olivier, Orson Welles e Kenneth Branagh sono stati
i massimi cantori del grande drammaturgo inglese, non vanno dimenticati gli
straordinari film diretti da Chabrol, Corman, Cukor, Godard, Greenway, Griffith,
Lubitsch, Kurosawa, Polanski e da tanti altri Maestri del cinema. Michael
Radford, regista de “Il postino”, ci propone un’ennesima rivisitazione de “Il
mercante di Venezia”. La storia è nota. Nella Venezia del XVI secolo, Bassanio
(Joseph Fiennes) è innamorato di Porzia (Lynn Collins). Per poterla corteggiare
chiede al suo amico Antonio (Jeremy Irons) un ricco commerciante di navi, un
prestito di tremila ducati. Per esaudire i suoi desideri, Antonio chiede
la somma all’usuraio ebreo Shylock (Al Pacino). In cambio accetta la formula
capestro che il mercante gli propone; se entro tre mesi non gli restituisce la
somma, dovrà offrirgli una libbra di carne del suo corpo. Bassanio conquista
Porzia e le navi di Antonio naufragano al largo. Scaduti i termini dell’accordo,
l’usuraio chiede ad Antonio il rispetto dell’iniquo patto.
L’inglese Michael Radford è
un onesto artigiano della macchina da presa e dirige un film stilisticamente
perfetto, ma privo di anima e di passione.
Il problema non risiede
(forse) nel film di Radford (bravo nello svolgere il compitino di riprodurre
fedelmente il testo di Shakespeare) ma nella trasposizione stessa delle opere
letterarie sul grande schermo.
Cinema e teatro hanno dei
linguaggi visivi profondamente differenti e quando si vuole piegare il primo al
secondo lo si riduce, di fatto, ad un cinema “parlato”, privandolo di quella
forza immaginifica ed onirica che lo rende assolutamente unico ed
ineguagliabile. Da segnalare l’ottima prove di Al Pacino e di Irons e la
straordinaria scenografia. Una curiosità per i cinefili doc. Da non perdere la
versione de “Il mercante di Venezia”, diretto da Lo Savio nel 1910, ed
interpretato dalla “divina” Francesca Bertini.
Recensione pubblicata su L’Articolo- Redazione
napoletana del "L'Unità" - 20-03-