Ma come fa a far
tutto?
Ci sono poche regole che valgono al cinema; una di queste è certamente l’autenticità di una storia. Se, per qualche motivo, qualcosa di artificiale o di fittizio traspare tra le pieghe della vicenda, allora lo spettatore non riesce più ad identificarsi ed empatizzare con i personaggi del film e finisce per distanziarsene irrimediabilmente.
E’ quello che accade nel corso della visione del melenso film diretto da Douglas McGrath, che ruota intorno a Kate Reddy (Sarah Jessica Parker), trentacinquenne, madre di due figli piccoli, moglie di Richard (Greg Kinnear) e donna in carriera, super-impegnata nel campo degli investimenti finanziari. Kate, ha i secondi contati e deve dividersi, freneticamente, tra fornelli, feste di compleanno dei suoi adorati bebè e riunioni per mettere a punto degli appetibili e concorrenziali fondi di investimenti. Dopo aver volato da un capo all’altro degli States ed essere diventata l’inseparabile spalla di Jack (Pierce Brosnan), il suo capo, maturo ma affascinante, resiste alla sua corte discreta e, nel timore di perdere l’affetto dei cari, nel prevedibile e scontato finale, sacrifica di un pizzico la carriera. Una trama, né originale, né irresistibile, che langue in più punti, penalizzata dalla recitazione della Parker sopra le righe, che ricalca spudoratamente il divertentissimo Quel certo non so che diretto da Norman Jewison nel 1963, dal quale si differenzia solo perché, al tempo, Doris Day, trascurava marito e figlioli perché impegnatissima come testimonial di un detersivo in TV.
Recensione pubblicata su Segno Cinema – N. 177 - 2012