
Indagine su bambini al di sopra ogni
sospetto
Anche d’estate. Nutrire la
mente fa sempre bene. E’ da gustare a volo, quindi, la ghiotta occasione che
viene proposta stasera, alle ore 18.00, nei giardini dell’Hotel Toro di Ravello.
Nell’ambito della Sezione “Formazione del Festival di Ravello 2004”, Fulvio Scaparro e Diego
De Silva, due duellanti d’eccezione, si daranno battaglia intorno al tema:
“Infanzia ed adolescenza sono ancora le età dei sogni?” Fulvio Scaparro è
uno psicologo di formazione junghiana (fa capo al gruppo CIPA) ed ha insegnato,
fino al 1997 “Psicopedagogia” presso l’Università degli Studi di Milano. Pur non
avendo svolto un training in Terapia Familiare, ha fondato a Milano
l’associazione GeA (Genitori Ancora) ed è impegnato nella formazione di
personale specializzato nel campo della mediazione familiare. Tra le sue più
recenti pubblicazioni: Talis pater (1998), Vecchi leoni (2003), La voglia di
sorridere (2003). Scaparro è molto incuriosito dall’incontro di domani,
seppur attento a sottolineare le insidie che nascondono la trattazione di tali
argomenti. “Potenzialmente l’infanzia e l’adolescenza sono delle età
fantastiche ma una serie di varianti possono fortemente influenzare il loro
sviluppo. Basti pensare ai fattori familiari, economici, sociali ed ambientali.
I ragazzi e gli adolescenti sognano ancora? Per fortuna si, anche se, molti di
essi, una volta acquistati la consapevolezza della realtà in cui vivono, non
hanno di che sognare troppo.” Nel corso dell’intervista, il discorso
scivola inevitabilmente sul ruolo svolto dai media in questi ultimi anni e sui
cliché ed i codici iconografici, prevedibili e scontati che essi ripropongono.
Per Scaparro le pubblicità sono false ed ingannevoli e queste due complesse
stagioni dello sviluppo emotivo vanno completamente ridisegnate nell’immaginario
collettivo. “L’infanzia, non è come la ripropongono i giornali e la
televisione, sempre violentata od abusata. Allo stesso grado l’adolescenza non è
sempre quella deviata, violenta, autodistruttiva ed allo sbando. Perché non
rimarcare il fatto che la maggioranza dell’infanzia non è sottoposta a
maltrattamenti e che gli adolescenti, non sono né angeli, né maledetti? Mi
capita spesso di sentire le persone che si chiedono: “Dove vanno i nostri
figli?”. Per me l’infanzia, e mi riferisco specialmente a quel periodo che va
fino ai tre anni, non è un’età ottusamente gioiosa, ma, come rimanda l’etimo
stesso della parola, è soprattutto il periodo in cui non si parla, in cui non si
ha l’uso della parola e nel quale il bambino sente e non è ancora in grado di
esprimersi. L’adolescente è invece, già uno che è diventato un vecchio della
vita perché ha accumulato tante esperienze.” Diego De Silva, nato a
Napoli nel 1964, scrittore e giornalista, è autore di numerosi romanzi come “La
donna di scorta” e “Certi bambini”, pubblicati entrambi da Einaudi. Questa sua
ultima fatica letteraria, ambientata a Napoli ed incentrata sul doloroso tema
dell’infanzia, è stata trasportata quest’anno sullo schermo dai fratelli Andrea
e Antonio Frazzi e sceneggiata dallo stesso scrittore. Raggiante per i
premi che il film “Certi bambini” sta raccogliendo (due all’ultimo Giffoni Film
Festival, uno al Clorofilla Film Festival ed un altro al Karlovy Vary Festival)
sembra essere letteralmente rapito dall’infanzia ed emotivamente distante
dall’età adolescenziale. “Da un punto di vista narrativo e creativo,
l’infanzia è più interessante. L’adolescenza, invece, è più romantica ma già si
sente l’odore dell’adultità. Il bambino è pura anarchia, sbaglia quando parla e
noi ci commuoviamo ogni qual volta questo accade. Il bambino è immerso in una
totale e selvaggia libertà che si perde quando si cresce. L’adolescente è già
più prevedibile, è già in un protocollo. Non a caso molti filosofi considerano
l’adulto un bambino mancato.” Nel
duello dialettico di domani sera chi uscirà vittorioso: il poeta o l’uomo di
scienza? Colui che perderà la sfida dialettica potrà però rifarsi. L’incontro
sarà, infatti, replicato domani ad Anacapri, alle ore 19.00, al Capri Palace
Hotel.
L’Articolo - Redazione
napoletana del "L'Unità" - 19-8-2004
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