I diabolici convegni (Las amantes del diablo)

di Josè Maria Elorrieta con Espartaco Santoni, Krista Nell, Veronica Lujan, Teresa Gimpera Spagna - 1971- Durata 98’ – V.M 14

 

Maria Torres (Veronica Lujan) parte per un viaggio di piacere ma qualche giorno dopo è trovata per strada in uno stato confusionale, con dei segni di tortura sul corpo ed i capelli completamente imbiancati ed è ricoverata in una clinica per malattie nervose. Sua sorella Ilde (Krista Nell) prova ad indagare e s’imbatte nel dottor Tills Nescu (Espartaco Santoni) un miliardario latin-lover che pratica la magia nera. Tra i due scatta l’amore ma Andrea (Teresa Gimpera) una delle amanti di Tills svela ad Ilde che Maria era impazzita perché vittima dei malefici poteri del dottore. Nel corso di una messa nera, Ilde sta per essere sacrificata ma Andrea uccide Tills e poi si suicida. Ilde è trovata in uno stato catatonico con i capelli imbiancati.

Pellicola modesta e dagli esisti incerti che pesca senza convinzione nel genere. Il regista fa dei continui riferimenti a Sheva, reincarnazione femminile del diavolo e, grazie all’uso del flashback, ci offre la chiave per comprendere perché Tills abbia sposato la magia nera; quando era piccolo il padre perennemente alcolizzato, si era impiccato nella camera da letto, dopo essere stato umiliato e picchiato dalla moglie sadica e violenta. Ma mano che la vicenda va avanti il ritmo langue e la trama diventa incomprensibile e confusa. Una musica spettrale in sottofondo ed alcuni sogni psichedelici di Maria che immagina di essere circondata da una moltitudine di corpi disposti a raggiera fanno il resto. Da segnalare lo scambio in apertura tra due medici che discettano sulle condizioni psicopatologiche di Maria: “Non ci sono lesioni grave ma sulle spalle ha dei segni che sembrano frustate. Il ritmo alfa accusa oscillazioni del tutto irregolari ed il ritmo delta è di dodici onde al secondo il che indica uno stato di allucinazione. E’ evidente che la paziente presenta i sintomi di un eccitazione mentale molto acuta. Deve aver subito uno shock fortissimo causato probabilmente da terrore in grado superlativo. Mi oriento per una sindrome di Hammer.”  L’altro medico concorda con la diagnosi formulata dal collega ed aggiunge:“E’ il male di cui soffrì Maria Antonietta di Francia quando fu condannata alla ghigliottina. Forse essa arrivò ad avere la visone della sua morte in maniera tanto reale che iniziò a prodursi nel suo corpo l’ effetto della morte in vita. In una notte i suoi capelli divennero tutti bianchi. La regina conservò intatto il suo cervello invece per sua sorella il male potrebbe svilupparsi in maniera diversa.”. Il titolo del film in italiano è più soffice e meno diretto di quello originale.

 

 

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