Cuori al verde di Giuseppe Piccioni  -1996

Stefano (Giulio Scarpati), laureato in filosofia, alla vana ricerca di lavoro, dopo essere stato lasciato dalla fidanzata, s’imbuca, per caso, in un furgoncino e tenta il suicidio ingerendo una dose di psicofarmaci. Giulio (Gene Gnocchi), il proprietario del furgoncino, separato dalla moglie, padre della quindicenne Rebecca (Delphine Telesio) e fidanzato con Martina (Gaia De Laurentiis), studentessa dal piglio intellettuale, lo accompagna in ospedale e poi, intenerito, lo ospita a casa sua. Stefano prova a scuotersi dal torpore e dalla depressione che lo attanaglia e, per ammazzare il tempo, provetto idraulico, segue come un’ombra Giulio che gli impartisce lezioni teoriche e pratiche su come riparare tubi e condutture. Intanto Lucia (Margherita Buy), una cameriera in piena crisi esistenziale, scopre che il suo fidanzato (Piero Antonio Catania), non solo l’ha tradita con la bella Caterina (Katarina Vasilissa) ma, dopo aver prelevato una grossa cifra dal suo conto corrente, l’ha mandata sul lastrico. Lucia ha in casa un lavandino che perde e contatta Giulio e Stefano per un intervento domiciliare; Stefano se ne innamora a prima vista ed inizia a frequentarla, ignara del fatto che lei, non avendo trovato lavoro, per rimettere in sesto le proprie finanze, è diventata, una prostituta d’alto bordo. Una serie di colpi di scena concluderanno la vicenda. Dopo la parentesi cupa e senza speranza di Condannato a nozze, Piccioni torna alla commedia leggera e s’affida, con successo, nuovamente alla coppia Buy – Scarpati, felicemente diretta in Chiedi la luna. Nonostante l’economia dei mezzi espressivi, la pellicola, ironica, divertente e piena di brio ruota intorno ai tre protagonisti che provano, in maniera insolita e bizzarra, a dare una sterzata alla loro vita. In sede di sceneggiatura, Piccioni e Gualtiero Rosella alleggeriscono la vicenda con dei simpatici “coup dè theatre”, giocano sull’esilarante contrasto tra idraulica e filosofia e puntano tutto sulle battute “non-sense” di uno stralunato e quasi surreale Gene Gnocchi. Musiche di Daniele Silvestri. Da segnalare un inserto tratto dall’Elisir d’amore di Gaetano Donizetti.


Per l'intervista al regista Giuseppe Piccioni, l'antologia della critica e della critica online del film si rimanda al volume di Ignazio Senatore: "Conversazione con Giuseppe Piccioni" - 2013 -Falsopiano Editore

 

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